La Corte di giustizia dell’Unione europea ha respinto il ricorso di Google e Alphabet, confermando l’ammenda da 4,125 miliardi di euro per abuso di posizione dominante nell’ecosistema Android. Google subordinava la licenza del Play Store alla preinstallazione di Search e Chrome e limitava l’uso di versioni alternative di Android. Otto anni dopo la decisione della Commissione, la sanzione resta in piedi. Non è soltanto una multa: è la prova che il diritto europeo della concorrenza può farsi rispettare anche da una multinazionale con più risorse di molti Stati. Mentre a Washington le Big Tech siedono troppo spesso al tavolo in cui si scrivono le regole, a Bruxelles, almeno questa volta, sono state costrette a rispettarle. Nessuna multinazionale deve essere più forte delle regole europee: difendere la concorrenza significa difendere l’innovazione. Per Volt servono regole comuni applicate con fermezza: più risorse, tempi più rapidi e controlli più incisivi sui mercati digitali. #Google #Android #Antitrust #BigTech #SovranitàDigitale #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa