Elektrine lite

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@sterpeto@social.vivaldi.net

Post #2015311

2026-05-03 13:58 UTC

Sono in una di quelle fasi in cui oscillo tra titanismo e tedio esistenziale. Per distrarmi un po' apro un libro a caso e leggo la prima frase. "Il cambiamento è possibile. La felicità è una scelta." L'istinto primario è quello di lanciarlo fuori dalla finestra, non per il concetto in sè che può anche essere plausibile, ma per l'uso netto e moralizzante delle parole. Odio la retorica del coraggio, dell'eroe, della felicità come scelta, della forza di volontà. La felicità è un'illusione, una meta vaga e irraggiungibile e il perseguire l'illusione stessa non è mai una scelta. Il meglio che possiamo avere è la mancanza temporanea di dolore. Preferisco i dubbi e le domande alle affermazioni come "la felicità è una scelta" perchè almeno la ricerca da almeno un flebile senso, un'illusione per andare avanti. Senza uno scopo, anche stupido, vivere è impossibile.

Replies (1)

  • @sterpeto@social.vivaldi.net 2026-05-03 14:18

    Il problema è quando la vita perde senso, quando non si riesce a trovare uno scopo a ciò che si è in quel momento. Il problema non sono gli ostacoli, i problemi o le disgrazie, il problema è il senso. Se manca quello manca tutto. Due persone possono reagire diversamente alla stessa situazione perchè una ha un senso nella vita, l'altra no. Non ci sono eroi, non c'è volontà o resilienza (parola che aborro). Anche come reagiamo non dipende da noi, ma è frutto di esperienze apprese nell'infanzia, di come siamo stati programmati e cresciuti. Non si tratta solo di avere imparato ad essere impotenti, si tratta anche di non sapere che certe alternative esistono e se si sa di come raggiungerle. A volte si sa tutto ma mancano i mezzi per farlo e il tempo scorre e si sprofonda sempre più in basso e dove prima bastava 10 per uscire ora serve 100. Non sempre basta adottare le soluzioni giuste, bisogna farlo nel "tempo opportuno".

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